Professione scrittore

Lo scrittore indipendente è colui, o colei, che pubblica autonomamente i propri lavori in forma stampata o, più verosimilmente, in formato digitale, senza l’intervento di una casa editrice tradizionale. Essere un indipendente è una scelta spesso dettata dall’impossibilità di pubblicare con un editore, ma altre volte, come nel mio caso, è una decisione ponderata. L’editoria elettronica è il futuro e conquista quote di mercato anno dopo anno.

Ma chi è oggi uno scrittore? Non solo qualcuno che scrive o, come si diceva fino a poco tempo fa, che è riuscito a pubblicare un libro, ma soprattutto qualcuno che ha dei lettori. Se nessuno legge ciò che si scrive, come si fa a definirsi scrittori? Con la crisi di questi anni poi, persino per i patrocinati da un grande editore è difficile avere dei lettori e la quota di vendite per decretare il successo di un libro si è notevolmente abbassata.

Se per un autore pubblicato in modo tradizionale (con o senza merito) è difficile trovare un seguito di estimatori, figuriamoci per un indipendente. Il lavoro grava tutto sulle sue spalle e se è fortunato ha l’aiuto di qualche amico, che però non sempre è competente in materia. Scrivere, rivedere la bozza, editing, promozione, pubbliche relazioni con i lettori e chi più ne ha più ne metta. Un lavoraccio, credetemi. L’unica consolazione è che se si propone uno scritto apprezzabile ad un buon numero di lettori, si potrà contare sul canale pubblicitario più potente ed efficace che esista: il passaparola.

Gli strumenti messi a disposizione da Internet negli ultimi anni hanno fatto fiorire molti autori indipendenti, come il sottoscritto, ma quelli che sopravvivono alla prima pubblicazione sono davvero pochi. La rete è un tritacarne, e chi non ha un briciolo di talento viene fatto letteralmente a pezzi. Si possono elencare un’infinità di pericoli legati al web, ma non si potrà mai dire che non sia meritocratico. Spesso ingrato, ma sempre meritocratico.

Di seguito riporto alcuni consigli, basati sulla mia personale esperienza, per tutti coloro che hanno intenzione di tentare questa strada. Potranno essere utili anche per i lettori che vorranno farsi un metro di giudizio per scegliere le pubblicazioni indipendenti da acquistare, in particolare quelle digitali.

  • Per aspirare a diventare scrittori, dovete prima essere famelici lettori. Se per anni non avete passato ore e ore a leggere qualsiasi cosa vi capitasse sotto mano, e non un genere soltanto, non perdete tempo a buttare giù neppure una riga.
  • Non siate banali nella scelta dei soggetti. Un tema abusato in un periodo molto breve non farà altro che confondervi nella massa.
  • La grammatica non è un’opinione. Senza solide basi grammaticali l’immagine che lo scritto darà di voi una volta pubblicato sarà quantomeno imbarazzante. Manuali e corsi di scrittura creativa sono assolutamente inutili. O ce l’hai dentro la capacità di scrivere oppure lascia perdere. Risultano invece interessanti alcuni testi sull’editing professionale. Possono fornirvi qualche utile suggerimento (non regole fisse!) su come migliorare il vostro elaborato senza sopprimere l’eventuale vena di originalità.
  • Scordatevi che sia facile creare da soli un formato digitale di qualità per diffondere il vostro lavoro. Molti guru di Internet decantano l’estrema semplicità di realizzare ebook convertendo semplicemente i testi con appositi software, ma i risultati sono pessimi, per non dire indecenti. Per creare un buon ebook servono delle conoscenze basilari di editoria elettronica, e il testo deve essere scritto con una formattazione pensata appositamente per la futura compilazione del libro digitale.
  • Curate la presentazione del vostro testo e del vostro spazio web, e siate capillari ma non invadenti nella promozione.
  • Non pensate mai di aver scritto un best seller, specie alla vostra prima pubblicazione, e soprattutto accettate e utilizzate al meglio le critiche, quelle intelligenti almeno (sembra che in Italia oltre ad essere tutti allenatori di calcio siamo anche tutti critici letterari!). Contrariamente a quanto affermano molti esperti del settore, il giudizio di amici e parenti non ha alcun valore. Solo dei perfetti sconosciuti vi forniranno una critica imparziale e veritiera. Non contestate mai un giudizio negativo, ma cercate di capirne il motivo. La superbia non paga e il dialogo con i lettori è fondamentale se si vuole avere successo.
  • Pazienza. Scrivere romanzi difficilmente vi darà di che vivere e tanto meno vi farà diventare ricchi (a meno che non facciate di cognome Follet, King, Daver, Clusser, Clancy, Smith, Brown…). Ci vogliono anni per affermarsi come scrittori indipendenti ed è un’attività che richiede tempo e impegno. Se anche avete del materiale di qualità, i risultati arriveranno molto lentamente e solo una ferrea passione vi potrà sostenere e vi impedirà di abbattervi durante i momenti di apparente immobilismo.
  • Conquistatevi uno zoccolo duro di lettori e coltivatelo. Tenete i contatti, spronateli a consigliare i vostri romanzi agli amici, a citarvi nelle loro pagine web o sui loro diari nei social network. Un successo duraturo, per quanto piccolo, deve avere sempre delle solide basi.

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