Il multiculturalismo è un bene o un male?

Salve, amici. Per prima cosa vorrei assicurarvi che non ho abbandonato la mia attività di scrittore, anche se scrivo e aggiorno il sito con minor frequenza, ma sistemati i miei problemi familiari e quelli lavorativi, mi sto dedicando anima e corpo a finire il terzo romanzo il più in fretta possibile (senza però tralasciare la qualità dell’opera). Quindi, ancora una volta, vi chiedo di avere pazienza e fede.

Quest’anno mi sono concesso con la mia famiglia una breve vacanza turistico-culturale a Londra e dintorni. La Gran Bretagna è un paese che amo tantissimo e tornarci mi scalda sempre il cuore, specie nei luoghi che ho già visitato da ragazzo e in cui ho anche studiato la lingua. Purtroppo la mia Londra non esiste quasi più. Nonostante le aree più turistiche o alla moda siano state risparmiate dal degrado e dalla sporcizia, in ogni momento mi sembrava di essere a New Delhy o a Bombay, o in qualche città africana arricchita. Dalla mitica Underground alla più piccola bottega del mercato coperto di Covent Garden è un continuo incontro con facce, pur educate e cortesi, che nulla hanno di britannico. Un susseguirsi di fast food etnici o di catene internazionali che vendono cibo spazzatura scadente, un nauseante odore di fritto e di spezie orientali che ti fanno spesso accelerare il passo per trovare un po’ di aria fresca in qualche grande parco. Persino la lingua ne ha risentito. A Londra non si parla più Inglese, ma uno slang tutto particolare che solo chi vive lì immagino possa capire, per abitudine. A causa del suo passato coloniale il multiculturalismo a Londra c’è sempre stato, badate, ma credo si sia passato ogni limite. Persino l’architettura è stata stravolta, con due pezzi di storia della città come la Torre di Londra e il Tower Bridge letteralmente soffocati dalla vista di altissimi grattacieli di ogni forma fatti di vetro e metallo. Per ritrovare un po’ di vera Inghilterra, le sue atmosfere, i suoi tipici negozi, le sue bellissime librerie sono dovuto uscire dalla città e andare a Reading, a Oxford o a Canterbury.

Il multiculturalismo può essere anche bello e democratico come dice qualcuno, ma non dovrebbe mai soffocare la Storia e la cultura di un popolo, ed è quello purtroppo, che sta accadendo in troppi paesi europei, compreso il nostro.

A presto, amici!

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Categorie: News | 5 commenti

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5 pensieri su “Il multiculturalismo è un bene o un male?

  1. antonio

    Eldies…che fine hai fatto? l’ultimo libro dov’è? Ma lo hai preparato oppure non c’è affatto? non mi sembra giusto aspettare due anni… non ti pare?
    Antonio Deiana

    • Ciao Antonio, hai perfettamente ragione, ma non essendo (purtroppo) quello dello scrivere la mia attività principale, ho dovuto dare precedenza ad altro. Il romanzo in realtà è finito, devo fare l’editing, ed è un lavoro che richiede attenzione. Vedo tanti colleghi autoprodotti che pubblicano uno, anche due romanzi l’anno e mi domando dove trovino il tempo. I risultati comunque si vedono, e sono scadenti. Abbi ancora un po’ di fiducia.

      • Antonio

        Ma si …ho pazienza…ma ora mi devo rileggere tutto dall’ inizio tutto per la terza volta. Ma l’attesa non può durare tanto….vorrei acquistare subito il tuo romanzo. ..a presto. Grazie

  2. Giuseppe

    Un Bene? Un Male? Difficile dirlo. Forse una domanda simile se la posero anche i latini quando un greco decise di fondare un villaggio nel loro territorio che oggi chiamiamo Roma. Questa azione nel tempo ha prodotto risvolti positivi e negativi, che se li potessimo vedere più da vicino probabilmente sono stati positivi o negativi diversamente per ciascuno dei nostri antenati.
    Fatto stà che è così. Credo che rimpiangere il passato sia un obbligo per mantenere attiva una memoria che deve essere sempre alle fondamenta di ogni nostra scelta. Ma pressochè inutile se indirizzata a preservare un passato che è destinato ad essere soppiantato.
    Multiculturalismo: Ogni tanto mi piace rivedere “Blade Runner”. Anche se l’esaurimento del petrolio potrebbe ostacolare una concentrazione della popolazione in grossi agglomerati, credo che il futuro delle metropoli sarà qualcosa di simile. Inutile cercare di ostacolare l’inevitabile. Conviene cercare con le nostre scelte di indirizzare meglio la società verso strutture più umanistiche e contemporanemente adattarsi al meglio a ciò che di fatto inevitabilemente avviene.

    • Nulla è inevitabile. Lo diventa solo perché qualcuno più in alto lo vuole, e non parlo di religione. Ci si può adattare alla presenza di nuove culture, ma non si può e non si deve cedere ad esse passivamente, specie se si hanno alle spalle secoli di Storia che hanno influenzato l’ordinamento sociale di molte altre nazioni. Il multiculturalismo dovrebbe essere basato sul rispetto, in primis verso chi accoglie, e questo oggi non è. Peggio ancora se chi governa un paese permette che tutto questo avvenga. Questo è l’errore che critico alla Gran Bretagna, che ha totalmente snaturato la sua stessa capitale.

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