Uno strano Natale

E siamo arrivati anche a Natale. E’ stato un anno difficile un po’ per tutti, o almeno per me lo è stato e continua ad esserlo. Potrò sembrare cinico, anche se preferisco definirmi realista, ma non ho grandi speranze per il 2014. Il nostro paese, in generale vuole un cambiamento, ma troppe persone hanno paura di mettersi in gioco, o di mettere in gioco quello che ha per ottenerlo. Il mio precedente post dedicato a Steve Jobs non era casuale.

Ieri sera sono passato per un presidio dei cosiddetti Forconi, che qui in Veneto sembrano resistere ad oltranza. Mi hanno fatto tanta tristezza perché lottano contro i mulini a vento e vengono ormai derisi da quegli stessi parassiti che vogliono cacciare. Quello che è avvenuto dal 9 Dicembre in poi è comunque un segnale importante, ma che non è stato sfruttato a dovere. I poliziotti che si tolgono il casco a Torino doveva essere l’episodio di partenza di una rivolta pacifica che se portata avanti con decisione e compattezza, avrebbe sicuramente visto ingrossarsi le fila della gente comune, delle famiglie, dei lavoratori, di chi ha perso tutto, di chi rischia di perdere tutto (come il sottoscritto) e di che comunque non rischia poco o nulla. Un movimento senza un vero leader, o almeno senza nessuno capace di coordinare la protesta, che dall’episodio del capoluogo piemontese avrebbe dovuto unificarsi e dirigersi a Roma, creare disagi ai parassiti (non c’è altro modo di definirli!), non a sé stessi.

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Dopo tanta amarezza, voglio ricordare qualcosa di bello in questo Natale, anche se mi riferisco ad una persona recentemente scomparsa. Sto parlando del Maestro (la maiuscola se la merita tutta) Marcello D’Orta, scomparso questo Autunno per malattia. Per chi non lo conoscesse, era un maestro elementare di Napoli, che ha insegnato per molti anni in un paese di provincia ed è stato l’autore del libro “Io, speriamo che me la cavo”, una raccolta di sessanta temi di bambini che raccontano alla loro maniera una vita e una cultura che sembra andare controcorrente rispetto alla quotidianità di benessere di altre regioni italiane. Il libro, da cui è stato tratto anche un film con un bravissimo Paolo Villaggio, è diventato un best seller pur senza parlare direttamente di Camorra o di altre realtà criminose radicate in quella zona. Un libro che nell’innocenza degli errori grammaticali e della visione semplice dei bambini, è capace di scuotere le coscienze della gente molto più che altre opere che fanno dello scalpore e delle indagini nel mondo del crimine le basi del loro successo. Il “Gomorra” di Saviano me lo hanno regalato, ma è stato uno dei pochi libri che ho gettato da parte senza leggere, per principio. La televisione ci inonda già abbastanza di indagini, documentari e fiction sulla criminalità. Preferisco le storie di chi ha la speranza di farcela, il lato buono di una terra tanto problematica, e in un Natale tanto strano come questo, avaro di note liete, voglio ricordare un uomo buono di cui sentiremo la mancanza.

Augurando a tutti i miei lettori di passare delle buone festività, comunico anche che nel prossimo post ci sarà l’anteprima della copertina de “I Pilastri di Atlasia”, segno che ci stiamo avvicinando alla tanto desiderata pubblicazione.

A presto, Amici!

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Categorie: Anticipazioni, News | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Uno strano Natale

  1. antonio

    un augurio a te per avere una ancor piu vasta consapevolezza in un impegno sociale quale strumento capace di trovare l’equilibrio che tutti cercano. il potenziale del racconto fantastico puo essere profeta di un futuro tanto desiderato e anche una guida per nuove idee per traghettare questa umanita sofferente verso la vera liberta. grazie Eldies

    • Grazie del bel commento. Spero sempre di poter instaurare con i miei lettori discussioni a 365° e non solo sulla letteratura. Un buon 2014 a te e a tutti quelli che leggeranno questo commento.

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