Diritti e Autori

Come promesso nel precedente post, vorrei fare qualche breve considerazione su uno degli argomenti più spinosi legati ai prodotti della creatività umana: il diritto d’autore. Negli ultimi anni, soprattutto nella piazza virtuale, si è affermata la convinzione che la conoscenza, e soprattutto gli strumenti per utilizzarla, debbano essere disponibili gratuitamente, altrimenti si è schiavi di un sistema dei potenti. Il principale riferimento è ai prodotti informatici, in particolare ai software, ma non sono esclusi i prodotti letterari, musicali e cinematografici.

Diciamoci la verità. A chi non piacerebbe scaricare software, musica e libri sempre, solo e comunque gratis? A tutti, me compreso, ma si tratta di un’idea utopistica e che in breve tempo strangolerebbe la creatività umana e la spinta a manifestarla.

All’inizio si può anche lavorare per la gloria o per farsi conoscere, come faccio io, ma se si vuole veramente dare continuità alla propria passione, serve anche un minimo di soddisfazione economica. Il giusto compenso per gli sforzi fatti, oltre a dare morale all’autore, lo stimola a migliorarsi e a creare opere di qualità sempre maggiore. In caso contrario, saremmo in presenza di tanti fuochi di paglia, soffocati dalla consapevolezza che la creatività è solo un hobby, e niente più. Quindi, tirando le somme, non desideriamo libri, musica, film, software e quant’altro gratis, ma pretendiamo di pagarli al giusto prezzo, ovvero senza i ricarichi disonesti e speculativi di chi li distribuisce. La crisi dell’editoria italiana affonda le sue radici anche in questo aspetto, ma almeno la speculazione sui prezzi delle pubblicazioni si sta rivoltando contro chi l’ha praticata.

Una menzione a parte va fatta per tutti quei progetti, soprattutto software, ma si potrebbe estendere il concetto anche alla letteratura, detti Open Source, dove sono gli stessi utenti a sviluppare e ad apportare migliorie all’opera. Una formula interessante che sforna prodotti davvero impressionanti. Un esempio di grido è Open Office ( www.openoffice.org ), la suite clone di MS Office completamente gratuita che è stata adottata anche da molte aziende. Fu sviluppato inizialmente dalla Sun, la compagnia che ha creato il linguaggio Java, e poi acquisito da Oracle. La formula open source coinvolge altre tipologie di applicativi, come i sistemi operativi (Unix e Linux su tutti) e i software di sviluppo grafico (es. Blender, modellazione 3D – www.blender.org ). Restando nella rete, ma variando la natura del progetto, posso citare anche Wikipedia e il Progetto Gutenberg (www.gutenberg.org – libreria di ebook gratuiti i cui diritti sono scaduti), esempi della buona volontà di pochi che lasciano agli utenti e alla loro generosità la facoltà di fare una donazione per sostenere l’iniziativa.

A tutti coloro che attendono con ansia il secondo capitolo de La Guerra del Terzo Impero, consiglio di non perdere d’occhio queste pagine. Il prossimo post sarà molto, molto interessante…

A presto, amici!

Annunci
Categorie: News | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: